Non abbiamo dubbi: i cani sono animali intelligenti.

Anche se non sappiamo con precisione cosa accada nella loro mente, gli studi di etologia hanno confermato la loro capacità di:

-        elaborare esperienze ed emozioni,

-        apprendere dai propri simili e dall'uomo,

-        provare empatia,

-        risolvere problemi,

-        orientarsi e adattarsi all'ambiente che li circonda.

Quest'ultima capacità, forse più di qualunque altra, dimostra il livello di intelligenza dei cani.

È proprio di questo che si occupa il programma di stimolazione neurosensoriale, detto Biosensor.

Continua a leggere questo articolo se vuoi di capire meglio di cosa si tratta.

 

Cos’è il Biosensor

Il Biosensor è un programma di stimolazione sensoriale neonatale che agevola lo sviluppo psico-fisico dei cuccioli.

Il programma consiste nel creare delle esperienze di leggero stress per il cucciolo appena nato, attraverso stimoli termici, tattili e di movimento. Questo accade perché vengono stimolate le sinapsi cerebrali, attivando così il sistema endocrino, le ghiandole surrenali e l’ipofisi.

Probabilmente, ti sarà capitato di incontrare anche il termine Senso puppy, ma non è un sinonimo di Biosensor. Il Senso puppy, infatti, è un programma di stimolazione neurosensoriale che si basa sui metodi del Biosensor. Perciò non sono la stessa cosa. Si tratta di un adattamento portato in Italia dallo studioso Carlo Colafranceschi.

Il Biosensor, come il Senso puppy, permette di ottenere dei vantaggi notevoli. Il cucciolo sottoposto al programma dimostra una migliore crescita e un migliore stato di salute.

Con il programma Biosensor non si pretende certo di cambiare la genetica dei cani, ma di migliorarne la qualità della vita.

I primi giorni di vita di un cucciolo sono sempre critici: l’ambiente esterno può essere molto stressante per il nuovo arrivato, a causa dell'alta sensibilità agli stimoli. Ma grazie agli esercizi del programma, il cucciolo sarà più ricettivo e svilupperà un comportamento equilibrato e sereno durante l'età adulta.

Come nasce il programma Biosensor

Il Biosensor è un programma nato negli anni ’70 per scopi militari: l'esercito statunitense utilizzò il programma di stimolazione neurosensoriale sui cuccioli. L’obiettivo era di ottenere dei cani adulti più resistenti all'attività fisica e a certe condizioni ambientali. I risultati raggiunti furono ottimi e nel tempo il programma è diventato il tema di corsi per addestratori e allevatori.

 

In cosa consiste il Biosensor

Come abbiamo detto, il Biosensor è un programma di stimolazione neurosensoriale costituito da una serie di esercizi che l’allevatore compie a partire dal 3° fino al 16° giorno di vita del cucciolo.

I 5 esercizi sono:

1) La stimolazione tattile

Tenere il cucciolo sul palmo della mano, solleticando dolcemente i polpastrelli di ogni zampa con un bastoncino di cotone.

2) La testa mantenuta eretta

Usando entrambe le mani, tenere il cucciolo eretto in modo che la testa sia direttamente sopra la coda.

3) La testa puntata in basso

Tenere saldamente il cucciolo con entrambi le mani, dirigere la testa verso il basso in modo che punti direttamente il pavimento.

4) La posizione supina

Tenere il cucciolo in modo che la schiena stia nel palmo della mano e il muso punti il soffitto (a pancia in su). Fare attenzione perché il cucciolo in questa posizione potrebbe agitarsi.

5) La stimolazione termica

Con l’aiuto di un asciugamano umido refrigerato in frigorifero per almeno 5 minuti, mettere il cucciolo sull’asciugamano a pancia in giù e poggiato sull'asciugamano, senza impedirgli i movimenti.

 

Gli esercizi sono da applicare una sola volta al giorno, non di più. I tempi di stimolazione devono sempre essere di 3-5 secondi.

Ripetere gli esercizi più di una volta al giorno o aumentare il tempo di stimolazione può causare uno stress troppo elevato per il cucciolo e quindi avere effetti negativi.

biosensor-esercizi-cucciolo

 

I benefici del Biosensor

Come abbiamo già accennato, i vantaggi dell’applicare il programma di stimolazione neurosensoriale sono straordinari. Ora vediamoli più nel dettaglio:

  1.     sviluppo delle sinapsi e dei collegamenti cerebrali (cioè delle interconnessioni neurali),
  2.     miglior sviluppo dell’apparato cardiovascolare,
  3.     maggiore resistenza allo stress,
  4.     miglior funzionamento delle ghiandole surrenali.

Tutto questo consentirà al cucciolo di:

-        essere più intelligente, ottenendo migliori risultati nella risoluzione dei problemi,

-        raggiungere migliori prestazioni atletiche,

-        dimostrare capacità di adattamento all’ambiente e a nuove situazioni,

-        avere una maggiore resistenza alle malattie,

-        sviluppare una maggiore predisposizione alla socializzazione,

-        raggiungere un miglior equilibrio psichico.

Insomma, riassumendo tutti gli aspetti positivi elencati, possiamo dire che il cane avrà una migliore qualità di vita sotto ogni punto di vista.

Per questo motivo, come allevamento mettiamo in pratica il Biosensor seguendo le linee guida in modo scrupoloso.

 

Biosensor: cosa dice la scienza

Nel corso dei decenni, sono state condotte numerose ricerche scientifiche, che hanno largamente confermato l’efficacia del programma di stimolazione neurosensoriale neonatale.

Ogni aspetto è stato osservato e indagato sia dal punto di vista medico-scientifico che cognitivo-comportamentale.

Nello specifico, gli studiosi Scott & Fuller hanno evidenziato una maggiore capacità di adattamento e di risoluzione dei problemi da parte dei cani che da cuccioli erano stati sottoposti alla stimolazione neurosensoriale.

Lo studioso William Greenough, dell'Università dell’Illinois, invece, si è concentrato sul dimostrare come il programma Biosensor sia in grado di modificare la struttura cerebrale.

I cuccioli osservati durante gli studi di Greenough condividevano lo stesso patrimonio genetico. Una parte di questi veniva sottoposta al programma, l’altra no.

I risultati hanno dimostrato che i cuccioli sottoposti agli esercizi raggiungevano migliori prestazioni rispetto a coloro che non avevano avuto stimoli.

 

È giusto volere cani più intelligenti e sani?

Ricordiamo che la genetica influenza circa il 35% e che il 65% dipende da fattori ambientali, dall'esperienza e dall'educazione che il cane ha ricevuto, soprattutto durante i suoi primissimi mesi di vita.

Nei forum di discussione per appassionati al mondo cinofilo, qualcuno esprime un parere scettico o dubbioso sull’applicazione del Biosensor nei cuccioli.

Le domande che vengono poste sono: “ma non è un metodo barbaro?”, “è davvero necessario?”, “vogliamo davvero cani così intelligenti?”.

Cerchiamo di dare una risposta a queste perplessità.

Innanzitutto, possiamo dire che il programma si basa sulla stimolazione del cucciolo e non deve in alcun modo essere pesantemente stressato. I metodi applicati, se seguiti alla lettera, sono rispettosi verso l’animale e non provocano alcun danno.

Proviamo a chiederci, invece: siamo sicuri di non voler rendere più sani, equilibrati e felici i nostri cuccioli?

Infine, stimolare l’intelligenza del nostro cane vuol dire:

-        insegnargli più facilmente i comandi,

-        migliorare la qualità della sua vita,

-        raggiungere una maggiore complicità e collaborazione.

Non è proprio questa la bellezza di avere un amico a quattro zampe?!

Hai un dubbio o una domanda per la testa?

Scrivici e affronteremo l'argomento in un articolo di blog, per darti le risposte di cui hai bisogno!